giovedì 15 giugno 2017

13. Notizie al castello

Se ti sei perso la puntata precedente, eccola qui!

Demian Odmir bussò con impeto alla robusta porta di quercia del castello in attesa di una risposta. Il suo fidato cinghiale, Geronimo, attendeva paziente annusando il prato in cerca di cibo.
Il Nano bussò nuovamente, innervosito dall’attesa.
“Chi è?” Gridò la voce della guardia dall’alto.
“Sono Demian Odmir! Ho bisogno di parlare col re!”
Una risata sarcastica risuonò sulle mura del castello.
“Il re non riceve nessuno, tantomeno un Nano!” 
La battuta fu accolta da una nuova risata. Demian non sorrideva affatto, ma si trattenne dall’impugnare la sua ascia bipenne. Respirò a fondo per calmarsi pensando che aveva già perso un’ascia da lancio e non era il caso di rovinare questa inutilmente.
“Ho importanti notizie dalla Riserva, lasciatemi entrare!”
Stranamente la porta si aprì e il Nano fu lasciato entrare.
La guardia che aveva aperto gli disse:
“Entra pure nella corte, ma non ti aspettare di essere ricevuto dal re in persona!”
“Anche il ministro della guerra andrà bene!”
Demian si incamminò nella corte e il rumore della terra battuta lasciò il posto a quello del pietrisco. Diversi uomini popolavano il castello e si potevano vedere i migliori cavalli del Regno. Si avvicinò ad uno stalliere e gli porse una moneta d’argento.
“Qua fuori c’è il mio cinghiale, prenditi cura di lui e ne avrai un’altra al mio ritorno.”
“Sarà fatto signore!” Il giovane corse fuori contento.
Il castello di Trazma era unico nel suo genere, essendo il frutto della fusione dello stile architettonico di Umani, Nani ed Elfi. Nasceva dalla roccia della montagna, ricordando un enorme pozzo ottagonale. Proprio come un pozzo, scendeva nel cuore della montagna, mentre all’esterno si presentava con un enorme porta incastonata nella bocca di un Nano. La roccia scolpita si trasformava in mattoni di pietra irregolari che in tutte le tonalità del grigio si innalzava al di sopra di tutti gli edifici della città, superando perfino Trazma del Nord con le case degli Elfi. Proprio con la città degli Elfi, il castello si fondeva, espandendosi orizzontalmente attraverso ponti di legno e terrazze che si immergevano letteralmente nella Riserva. La tanto bizzarra, quanto affascinante struttura si presentava nella sua millenaria quiete davanti a Demian, che sopraffatto da una sacra devozione, si era fermato ad osservare. 
Tornato in sé, riprese a camminare verso il portone. Giunto alla bocca del Nano, bussò. La porta fu aperta e un Elfo alto e magro, in abiti lussuosi gli chiese chi fosse.
“Sono Demian Odmir e porto notizie dalla Riserva. Ho bisogno di parlare con il Re o col Ministro della Guerra”
L’Elfo si strofinò le mani e con un sorriso di convenienza invitò il Nano ad attendere.
Qualche minuto dopo giunse alla porta un Umano. 
“Buongiorno. Mi hanno riferito che giungete dalla Riserva. Ditemi pure quali nuove portate” disse cortesemente il nobile.
“Voi siete il Ministro della Guerra?” chiese perentorio il Nano.
“No, non lo sono. Il Ministro è in riunione con il Consiglio e oggi non potrà ricevervi. Tuttavia siete fortunato: io sono il Conte Percifal Majere Status-Stanfilus e la Riserva fa parte delle mie terre. Quindi sono estremamente interessato a ciò che avete da dire.”
A Demian sembrò un buon sostituto e forse avrebbe fatto più dello stesso re.
“E sia! Parlerò con voi.”
“Siete un Nano saggio” sorrise il Conte, accompagnandolo con una mano sulle spalle. Si allontanarono dal castello, passeggiando nella corte verso il Giardino Reale.
“Signor Conte…”
“Chiamatemi pure Percifal!”
“Percifal, nella Riserva mentre pattugliavo il territorio in sella al mio fidato cinghiale, mi sono imbattuto in un Orco!”
“Un Orco nella Riserva? Ne siete sicuro?”
“So riconoscere un Orco fin troppo bene!” rispose irritato Demian.
“Perdonatemi, amico mio. Continuate pure.”
“Naturalmente ho ucciso quella miserabile creatura senza difficoltà…”
“Non è da tutti, mio caro: ci vorrebbero più uomini come te tra le fila del re!”
“Si lo so… Non per vantarmi, ma so il fatto mio! Comunque, non era questa la notizia importante!”
“Parlate, vi ascolto.”
“Quell’Orco non era un Orco normale! Era in grado si scomparire dalla vista! Era diventato praticamente invisibile! Per fortuna a Geronimo non sfugge nulla!”
“Geronimo?”
“Il mio cinghiale!”
“Ah il cinghiale, giusto!”
“Grazie a lui l’ho individuato e gli ho dato quello che si meritava!”
“Molto bene!” Sorrise il conte.
“Molto bene un corno!”
Il volto del conte si fece serio.
“Perdonatemi Percifal, ma le sto dicendo che un Orco invisibile è penetrato nella Riserva e lei è contento?”
“No che non lo sono!” Imbarazzato continuò:
“Tuttavia sono soddisfatto della sua determinazione: lo avete fermato una volta per tutte!”
“Si, beh, posso capirla…” disse rendendosi conto di aver impressionato il nobile.
“E ditemi amico mio, questo Orco era solo?”
“È questo il punto: era a caccia di cinghiali giganti! Sono sicuro che ne avesse bisogno per il suo clan!”
Il conte parve preoccupato e Demian continuò:
“Se un clan di Orchi è fuori dalle mura della città, siamo in pericolo. Se poi questi Orchi sono in grado di sparire, allora i guai si fanno più seri!”
“Immagino che abbiate ragione. Dovrò informare il re.”
“Molto bene!” disse soddisfatto il Nano.
“Ma non vi meravigliate se non sarete più messo al corrente di nulla al riguardo: il nostro re a volte agisce in modo… insolito.
“Come sarebbe a dire?!”
“Non temete: sarete ripagato per i vostri servigi! Tuttavia sarei onorato se poteste aiutarmi per un’altra questione”
“Demian Odmir non si tira indietro davanti a nessuna sfida!”
“Molto bene, amico mio, molto bene!”

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